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Diventare rivenditore hosting: guida per agenzie e freelance

Un'agenzia web o un freelance può vendere hosting con il proprio marchio in due modi: comprando un account reseller da un provider, oppure prendendo un proprio VPS con un pannello multi-livello. Il primo è più semplice e ti toglie la gestione del server; il secondo dà margini più alti e controllo completo, in cambio di responsabilità tecniche. In questa guida vediamo costi, margini con un esempio concreto, pacchetti, white label, assistenza e cosa guardare nel pannello.

Perché un'agenzia dovrebbe vendere hosting

Chi fa siti ha già i clienti che hanno bisogno di hosting. Venderlo tu porta tre vantaggi:

  • ricavo ricorrente: un canone mensile o annuale che arriva anche nei mesi senza nuovi progetti;
  • controllo: sai su che server gira il sito, che versione di PHP usa, dove sono i backup; niente più «il sito è lento» su un hosting da due euro che non puoi toccare;
  • meno attriti: un solo interlocutore per il cliente, rinnovi e assistenza sotto lo stesso contratto.

Il rovescio: diventi il primo numero da chiamare quando il sito è giù o la posta non arriva. Se non vuoi quella responsabilità, meglio consigliare un buon hosting e fermarsi lì.

Reseller hosting o VPS tuo?

Account reseller da un provider VPS tuo con pannello
Chi gestisce il server Il provider (aggiornamenti, sicurezza, hardware) Tu
Costo di partenza Basso, spesso a scaglioni di spazio/account VPS + licenza del pannello
Margine Più basso, paghi il servizio del provider Più alto quando i clienti crescono
Personalizzazione Limitata a ciò che il provider permette Completa: PHP, cache, backup, posta
Competenze richieste Poche Linux di base, DNS, posta, backup
Rischio Dipendi dal provider Dipendi da te

Account reseller conviene se hai pochi clienti, non vuoi occuparti di sistemi o stai provando se il mercato risponde. VPS tuo conviene quando i clienti superano qualche decina, quando vuoi garantire prestazioni (per esempio per WordPress) o quando i costi per account del pannello del provider iniziano a pesare.

Quanto costa e quanto si guadagna: un esempio

Prendiamo un'agenzia con 40 clienti, quasi tutti siti WordPress con qualche casella email. Le cifre dei fornitori esterni qui sotto sono ipotesi di lavoro: i prezzi dei VPS e dello storage cambiano molto tra provider, quindi rifai il conto con i tuoi preventivi.

Costi mensili

Voce Costo ipotetico
VPS con 8 GB di RAM e disco SSD/NVMe 30 €
Spazio S3 per i backup off-site 5 €
Licenza del pannello (Koapanel Agency, siti illimitati) 24,90 €
Relay SMTP per la posta in uscita (se la porta 25 è bloccata) 0-15 €
Totale circa 60-75 €

Ricavi: 40 clienti a 15 € al mese (180 € l'anno) fanno 600 € al mese.

Margine lordo: circa 525-540 € al mese. Ma il costo vero è il tuo tempo: aggiornamenti, controlli, richieste dei clienti. Se stimi 5 ore al mese a 40 € l'ora, sono 200 €: il margine netto scende intorno ai 325-340 € al mese. Resta interessante, ma solo se l'assistenza è organizzata (vedi più sotto).

Due note pratiche:

  • tieni margine sulle risorse: un server pieno al 90% è un server lento. Meglio due VPS medi che uno enorme al limite, anche per non avere tutti i clienti fermi insieme;
  • il pannello pesa sul conto: con cPanel, dal 2026, la licenza Premier costa 69,99 $ al mese per 100 account più 0,49 $ per ogni account in più (fonte). Un prezzo per server fisso rende il conto prevedibile quando i clienti crescono. Se vieni da cPanel, il calcolatore fa il confronto con i tuoi numeri.

White label: cosa vede il cliente

Vendere «con il tuo marchio» significa che il cliente vede il tuo nome, non quello del provider o del software. In pratica controlla:

  • nome e logo nel pannello e nelle email che il cliente riceve;
  • contatti di assistenza tuoi, non del produttore del pannello;
  • nameserver con il tuo dominio (per esempio ns1.tuaagenzia.it), se gestisci il DNS;
  • nessun riferimento ai piani del software: il cliente non deve trovare una pagina di acquisto che non è la tua;
  • URL di accesso con un tuo sottodominio (per esempio pannello.tuaagenzia.it).

Pacchetti e limiti

Un pacchetto definisce cosa compra il cliente. Tre o quattro pacchetti bastano quasi sempre:

Pacchetto Siti Spazio Database Pensato per
Base 1 5 GB 1 Sito vetrina
Business 3 15 GB 5 Piccola azienda con più siti
E-commerce 1-2 30 GB 3 WooCommerce, cataloghi grandi

Qualche consiglio:

  • limita lo spazio in modo realistico: «illimitato» attira abusi e rende impossibile pianificare i dischi;
  • decidi cosa succede al limite: meglio bloccare le nuove creazioni e avvisare, non spegnere i siti;
  • prevedi un percorso di upgrade: il cliente che cresce deve poter passare al pacchetto superiore senza scriverti tre email;
  • la posta ha un costo nascosto: caselle grandi occupano disco e generano richieste di assistenza. Valuta pacchetti con un numero limitato di caselle o posta esterna (Google Workspace, Microsoft 365) per chi ne ha molte.

Assistenza: il vero lavoro

Il margine si mangia qui. Metti per scritto:

  • cosa è incluso: hosting, backup, HTTPS, aggiornamenti del server. Di solito non è inclusa la manutenzione del sito (aggiornamenti dei plugin, modifiche): vendila a parte;
  • tempi di risposta: per esempio entro un giorno lavorativo, con un canale separato per i «sito giù»;
  • backup e ripristino: quante copie tieni, per quanto tempo, e se il ripristino su richiesta è incluso. Per i backup fuori dal server vedi la guida sui backup su S3;
  • sicurezza: aggiornamenti del sistema, firewall, antimalware. La guida sulla sicurezza di un VPS è un buon punto di partenza;
  • posta: è la fonte di richieste più frequente. Configura bene SPF, DKIM e DMARC fin dall'inizio (guida).

Aspetti legali e di fatturazione (in generale)

Non è una consulenza: parlane con il tuo commercialista e, per i contratti, con un legale. I punti da non dimenticare:

  • condizioni di servizio: durata, rinnovo, disdetta, cosa succede ai dati alla chiusura del contratto;
  • regole d'uso: niente spam, niente contenuti illeciti, e il diritto di sospendere chi le viola;
  • privacy: ospitando siti e caselle tratti dati per conto dei clienti. In genere serve un accordo sul trattamento dei dati (nomina a responsabile) e un fornitore del server con data center nell'UE semplifica le cose;
  • fatturazione: canoni anticipati, meglio annuali; in Italia la fattura elettronica è la norma. Decidi cosa fare con chi non paga: sospendere senza cancellare è la soluzione più pulita;

Come scegliere il pannello

Per rivendere hosting il pannello deve avere almeno:

  1. livelli di accesso: amministratore, eventualmente rivenditori, e clienti che vedono solo i propri siti;
  2. pacchetti con limiti (siti, spazio, database) applicati dal pannello, non a mano;
  3. white label reale;
  4. isolamento tra i siti: un sito compromesso non deve poter leggere i file degli altri;
  5. backup automatici fuori dal server;
  6. migrazione dai pannelli più diffusi, per portare i clienti che hanno già un hosting;
  7. un prezzo che non esplode con il numero di account.

cPanel/WHM resta lo standard: i clienti lo conoscono, c'è un ecosistema enorme di plugin e integrazioni di fatturazione (WHMCS in testa) e molti sistemisti lo sanno usare. Il prezzo per account però pesa, come visto sopra. Per un confronto più ampio c'è la guida sulle alternative a cPanel nel 2026.

Rivendere hosting con Koapanel

Koapanel è un pannello per server Ubuntu 24.04 pensato anche per chi rivende hosting. Il modello è quello di WHM e cPanel, con tre livelli (Account e ruoli):

  • Amministratore: gestisce il server e tutti gli account, crea rivenditori e pacchetti.
  • Rivenditore: crea e gestisce i propri clienti, con i propri pacchetti e il proprio marchio, entro una quota.
  • Utente: gestisce solo i propri siti (file, database, cron, SFTP, backup, HTTPS, PHP). Ogni sito gira con il suo utente di sistema isolato, anche tra siti dello stesso account.

Se sei un'agenzia con il tuo VPS, sei l'amministratore e crei direttamente i clienti. Il livello rivenditore ti serve se vuoi dare a un collaboratore o a un'altra agenzia una fetta del server, oppure se è un provider a darla a te.

Pacchetti (documentazione): limitano spazio in GB (file più database), numero di siti (che è anche il numero di accessi SFTP), database e versioni PHP consentite; 0 vuol dire illimitato. Al limite il pannello rifiuta con un messaggio chiaro le nuove creazioni e non tocca nulla di esistente. Sopra il 90% dello spazio cliente e rivenditore ricevono un'email.

Rivenditori (documentazione): l'amministratore imposta una quota di account massimi, spazio assegnabile e siti massimi. Il rivenditore crea i suoi pacchetti dentro la quota, vede solo i suoi clienti e non vede il server, la sicurezza o gli altri rivenditori.

Marchio: nome, logo (PNG o SVG) e contatti di assistenza, visti dai clienti nel pannello e nelle email. Si può indicare il link al proprio negozio per il pulsante «Passa a un pacchetto superiore»: i clienti non vedono mai i piani o la pagina d'acquisto di Koapanel. Il rivenditore può anche avere i propri nameserver con il suo marchio (DNS di questo server). Un limite da sapere: la pagina di accesso resta neutra, il marchio compare dopo il login.

Assistenza e morosi (Entra come e sospensione): con «Entra come» vedi il pannello del cliente con i suoi permessi, e nel registro resta chi ha fatto cosa. Sospendere un account mostra la pagina «Sito sospeso» e blocca l'accesso, senza toccare file, database e backup: con «Riattiva» torna tutto come prima.

Cosa non c'è, per onestà: non trovi un modulo di fatturazione integrato come quello di WHMCS per cPanel, quindi incassi con i tuoi strumenti e usi il link di upgrade verso il tuo negozio. Non ci sono Apache, LiteSpeed o CloudLinux: i siti girano su nginx e PHP-FPM.

Sul prezzo: rivenditori, pacchetti e marchio sono in tutti i piani. Per lavoro serve un piano a pagamento (il Gratuito è per uso personale): Starter 7,90 € (10 siti), Pro 14,90 € (30 siti), Agency 24,90 € (siti illimitati), al mese per server, IVA esclusa (prezzi). Per portare i clienti che hanno già un hosting c'è la migrazione da cPanel, Plesk, DirectAdmin o via SSH.

Sei una società di hosting e installi il pannello su molti server? Ci sono licenze all'ingrosso con prezzi a volume e piani nascosti ai clienti: vedi la pagina provider.

Domande frequenti

Quanto far pagare l'hosting ai clienti?

Parti dai tuoi costi (server, licenza, backup, tempo) e dal valore del servizio: backup, HTTPS, assistenza in italiano e prestazioni valgono più di un hosting condiviso da pochi euro. Il prezzo annuale anticipato riduce i solleciti.

Devo per forza gestire un server?

No. Con un account reseller da un provider il server lo gestisce lui. Il VPS tuo conviene quando i clienti crescono e vuoi più margine e controllo.

Posso usare Koapanel gratis per i clienti?

No: il piano Gratuito è per i siti personali (fino a 3). Per ospitare siti di clienti serve un piano a pagamento, che include già rivenditori, pacchetti e marchio.

I miei clienti vedranno Koapanel?

Dopo l'accesso vedono il nome, il logo e i contatti del rivenditore, anche nelle email, e non vedono mai i piani o la pagina d'acquisto di Koapanel. La pagina di accesso resta neutra.

Prova prima di vendere

Il modo migliore per capire se il modello funziona è provarlo: installa Koapanel su un VPS Ubuntu 24.04 nuovo seguendo la guida all'installazione, crea un rivenditore e un paio di pacchetti di prova. Oppure entra nella demo pubblica (admin / demo-admin-2026) e guarda la pagina Rivenditori. Per i provider, scrivici dalla pagina provider.

Prova Koapanel sul tuo server

Un comando su Ubuntu 24.04, gratuito fino a 3 siti. Sei un provider o un'agenzia? Parliamo di prezzi all'ingrosso e migrazioni.

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