Migrare da Plesk a un nuovo server senza interruzioni (2026)
Per migrare da Plesk senza interruzioni: abbassa il TTL dei DNS un giorno prima, copia le sottoscrizioni sul nuovo server, provale con il file hosts e cambia i DNS solo alla fine, dopo una sincronizzazione finale. La guida spiega il metodo in modo valido per qualsiasi destinazione e poi mostra come farlo con Koapanel, che importa una sottoscrizione Plesk dal file del Backup Manager o collegandosi al vecchio server via SSH.
Perché lasciare Plesk (e quando non conviene)
Dal 2026 Plesk ha rivisto prezzi e fatturazione: per un VPS la licenza Web Admin parte da 14,29 $ al mese, Web Pro da 25,49 $ e Web Host da 52,99 $ (fonte). Plesk ha però punti di forza reali: gira anche su Windows con IIS e ASP.NET, ha un catalogo di estensioni molto ampio e gestisce app Node.js, Python e Docker. Se usi queste funzioni, verifica bene prima di cambiare: Koapanel gira solo su Ubuntu 24.04, non supporta Windows e il suo manuale non prevede la gestione di app Node.js, Python o Docker. Se ospiti siti PHP e WordPress, il passaggio è semplice. Confronto completo: Koapanel vs Plesk.
Prima di iniziare: la checklist
- Inventario per sottoscrizione: domini, alias, sottodomini, database, caselle, inoltri, operazioni pianificate, record DNS particolari.
- Dimensione: la vedi nelle statistiche della sottoscrizione. Sul nuovo server serve più del doppio di spazio libero, perché archivio ed estrazione stanno su disco insieme durante l'importazione.
- Chi gestisce i DNS: molti server Plesk fanno anche da DNS. Se è il tuo caso, il cambio passa dai nameserver presso il registrar.
- Posta: sul server Plesk o presso un servizio esterno? Se è esterna, i record MX non vanno toccati.
- Impostazioni web: in Impostazioni Apache e nginx di ogni dominio controlla se ci sono direttive aggiuntive, e annota la versione PHP e i valori personalizzati (memoria, caricamenti).
Passo 1: abbassa il TTL almeno 24 ore prima
Il TTL indica per quanto tempo i resolver possono conservare un record. Sulle zone gestite da Plesk vale spesso un giorno: con quel valore, dopo il cambio parte dei visitatori continua a vedere il vecchio server a lungo. Porta a 300 secondi i record A, AAAA, www e MX e aspetta almeno quanto il TTL precedente.
Controlla il valore attuale (è il secondo numero di ogni riga):
dig +noall +answer esempio.it A
dig +noall +answer esempio.it MX
Il TTL della delega dei nameserver presso il registro del dominio invece non lo scegli tu e spesso dura uno o due giorni. Il modo più rapido per cambiare server è quindi aggiornare prima i record A, e spostare i nameserver dopo, con calma.
Passo 2: copia le sottoscrizioni sul nuovo server
Il backup di Plesk
Dall'interfaccia: Strumenti e impostazioni › Backup Manager › Backup, poi Scarica. Ottieni un file .tar (o zip) che contiene l'indice backup_info_*.xml. Da riga di comando, come root, una sola sottoscrizione in un unico file (documentazione Plesk):
plesk bin pleskbackup --domains-name esempio.it -output-file /root/esempio.tar
Con Koapanel: due strade
Dal file di backup. In Koapanel apri Migrazione › Da file di backup e carica il file. Il pannello estrae e analizza l'archivio e mostra Cosa abbiamo trovato: domini, database, operazioni pianificate, caselle e dimensione. Scegli cosa importare, rinomina i domini se serve e imposta la versione PHP. Prima dell'estrazione controlla lo spazio (circa 2,5 volte l'archivio, con il 10% di ogni disco sempre libero). Manuale: Migrazione da cPanel e Plesk.
Via SSH come root. Apri Migrazione › Da un server via SSH, inserisci indirizzo, porta, utente root e password o chiave privata. Le credenziali restano solo in memoria durante la migrazione. Prima di inviare la password Koapanel mostra l'impronta della chiave del vecchio server; confrontala sul server Plesk:
ssh-keygen -lf /etc/ssh/ssh_host_ed25519_key.pub
Analizza server elenca le sottoscrizioni con il loro stato (attiva, sospesa, disabilitata). Per ognuna scelta, Koapanel esegue plesk bin pleskbackup, trasferisce l'archivio e lo importa; se il backup di Plesk non riesce, copia direttamente file e database della sottoscrizione. Le sottoscrizioni sospese non sono selezionate all'inizio e, se le porti, arrivano sospese (l'opzione si può togliere). Un limite di banda evita di rallentare il vecchio server.
Senza root Koapanel tratta il server come un Linux qualsiasi: propone le cartelle che sembrano siti (su Plesk /var/www/vhosts/<dominio>/httpdocs), trova i database dai wp-config.php e chiede utente e password per gli altri. Le caselle, in questo caso, vanno ricreate. L'accesso via sudo non è supportato. Dettagli: Migrazione via SSH.
Cosa arriva in Koapanel
| Elemento | Risultato |
|---|---|
| Domini, sottodomini, alias | Diventano siti; gli alias restano alias del sito principale |
| File | Copiati come utente del sito, in /var/www/<dominio> |
| Database | Creati con password nuove, mostrate una sola volta nel report |
wp-config.php |
Riscritto con le nuove credenziali; .env e configuration.php al meglio |
| Caselle email | Create con il servizio di posta attivo; se la password del backup è cifrata con la chiave del vecchio server, ne viene generata una nuova, mostrata una volta |
| Operazioni pianificate | Importate in pausa |
| Zone DNS | Elencate nel riepilogo, non importate |
Per le caselle il manuale di Koapanel garantisce messaggi e password originali solo per cPanel. Nella pagina di dettaglio della migrazione, per ogni casella, vedi messaggi e spazio: se i messaggi non ci sono, copiali via IMAP (vedi come migrare le caselle email con IMAP).
Poi controlla i percorsi assoluti: su Plesk i siti stanno in /var/www/vhosts/<dominio>/httpdocs e script, cron e alcuni plugin li contengono:
grep -rl "/var/www/vhosts" /var/www/esempio.it
Passo 3: prova il sito con il file hosts
Aggiungi al file hosts del tuo computer una riga con l'IP del nuovo server, così solo tu vedi il sito migrato:
- Linux e macOS:
/etc/hosts(consudo) - Windows:
C:\Windows\System32\drivers\etc\hosts(Blocco note come amministratore)
203.0.113.10 esempio.it www.esempio.it
Prova pagine, area amministrativa, moduli, carrello. Il certificato HTTPS arriverà solo quando il dominio punterà davvero al nuovo server, quindi un avviso del browser è normale. In alternativa:
curl -sI --resolve esempio.it:80:203.0.113.10 http://esempio.it/
Alla fine togli la riga dal file hosts.
Passo 4: da Apache + nginx a solo nginx
Di norma Plesk mette nginx davanti ad Apache, quindi i file .htaccess vengono letti. Koapanel usa solo nginx, che li ignora:
| Cosa avevi su Plesk | Su Koapanel |
|---|---|
Permalink WordPress in .htaccess |
Funzionano con la configurazione standard |
| Redirect a HTTPS | Automatico dopo l'attivazione del certificato |
php_value in .htaccess o impostazioni PHP della sottoscrizione |
Impostazioni PHP del sito: memoria, caricamenti, tempo massimo, max_input_vars (Versioni PHP) |
| Redirect 301 personalizzati | Spostali nell'applicazione (plugin di redirect in WordPress) |
| Direttive nginx aggiuntive, cartelle protette da password | Da rivedere: il manuale di Koapanel non prevede un editor di direttive nginx per sito |
WordPress e i CMS PHP più diffusi funzionano senza interventi. Un sito con molte regole Apache personalizzate va verificato con il test del passo 3.
Passo 5: sincronizzazione finale e cambio DNS
- Sincronizzazione finale (migrazioni via SSH, entro 7 giorni): copia solo i file cambiati e reimporta i database; i file di configurazione riscritti restano quelli nuovi. Chi migra da file non ha questo passaggio: con ordini o commenti in arrivo, metti il sito in manutenzione prima del backup o usa l'SSH.
- Aggiorna i record A/AAAA di dominio e
www. Con Cloudflare o 1PrimeCDN collegati, Punta al server mostra le modifiche e le applica solo quando confermi. - Attiva HTTPS appena il dominio risponde dal nuovo server.
dig +short esempio.it A @1.1.1.1
dig +short esempio.it A @8.8.8.8
Dal DNS di Plesk al DNS di questo server
Anche Koapanel può essere il DNS autoritativo dei domini: usa PowerDNS, crea da solo la zona di ogni sito (A/AAAA, www, CAA e, con la posta attiva, MX, SPF, DKIM, DMARC), supporta DNSSEC e un server secondario, e i rivenditori possono usare nameserver con il proprio marchio (DNS di questo server). Le zone di Plesk non vengono importate: prima di spostare i nameserver elenca i record della vecchia zona e ricrea a mano quelli particolari (TXT di verifica, SRV, sottodomini esterni):
plesk bin dns --info esempio.it
Se su Plesk era attivo DNSSEC, togli il record DS presso il registrar prima di cambiare nameserver, altrimenti il dominio smette di risolvere. Attiva DNSSEC sulla nuova zona quando la delega è stabile e pubblica il nuovo DS.
Passo 6: la posta dopo il cambio
- Record: MX, SPF, DKIM e DMARC con Configura DNS posta sui provider collegati, oppure già presenti nella zona se il DNS è sul server. Posta su Google o Microsoft? Controlla che il MX sia rimasto il loro.
- Nuove password: comunica agli utenti quelle rigenerate, mostrate una sola volta nel riepilogo.
- Messaggi arrivati al vecchio server durante la propagazione: lascia attive le vecchie caselle qualche giorno e recuperali via IMAP.
- Invio: porta 25 in uscita spesso bloccata dai provider cloud, DNS inverso (PTR) da impostare sul nome del server di posta. Koapanel controlla entrambi e supporta un relay SMTP. Invia un messaggio di prova a Gmail e verifica che SPF, DKIM e DMARC risultino
pass(guida a SPF, DKIM e DMARC). - Programmi di posta: IMAP 993 SSL/TLS, SMTP 465 SSL/TLS o 587 STARTTLS, utente l'indirizzo completo.
Spegni il vecchio server solo quando siti e posta rispondono esclusivamente dal nuovo.
Domande frequenti
Posso migrare i siti Windows di Plesk?
No. Koapanel gira solo su Ubuntu 24.04 con nginx e PHP-FPM: i siti ASP.NET restano su Plesk per Windows.
Le caselle Plesk mantengono la password?
Dipende dal backup: se la password è cifrata con la chiave del vecchio server, Koapanel ne genera una nuova e la mostra nel riepilogo una sola volta.
Clienti e rivenditori di Plesk come si ritrovano?
Koapanel ha tre livelli: amministratore, rivenditore e utente, con white label. Chi importa sceglie l'account di destinazione, e i rivenditori possono migrare nei propri clienti (rivenditori).
E il WP Toolkit?
Koapanel ha una sezione WordPress con cache a tre livelli e aggiornamenti con ritorno automatico se il sito si rompe (WordPress). Non è una copia del WP Toolkit: confronta le funzioni che usi davvero.
Prova la migrazione
Installa Koapanel su un Ubuntu 24.04 nuovo con curl -fsSL https://get.koapanel.app | sudo bash, gratis fino a 3 siti per uso personale (prezzi), e migra una sottoscrizione piccola come prova. Oppure esplora la demo pubblica e la pagina della migrazione. Se sposti anche da cPanel, leggi la guida per cPanel.