Migrazione via SSH
Con la Migrazione › Da un server via SSH il pannello si collega direttamente al vecchio server, riconosce cosa c'è (cPanel, Plesk, CWP, DirectAdmin o un Linux qualsiasi), prepara il backup, lo trasferisce e lo importa: non devi scaricare né caricare nessun file. Per i dettagli su cosa viene importato (siti, file, database con password nuove, wp-config.php, caselle email e inoltri, cron in pausa) vedi Migrazione da cPanel e Plesk: i passaggi di importazione sono gli stessi.
Le credenziali: usate una volta, mai salvate
Servono indirizzo, porta (di solito 22), utente e password oppure chiave privata (incolla il contenuto, con la passphrase se c'è). Le credenziali restano solo in memoria per la durata della migrazione: non vengono scritte su disco, nei registri o nell'archivio delle attività, e vengono cancellate alla fine. Se il pannello si riavvia durante la migrazione, la migrazione si interrompe: basta ricollegarsi.
Chiave del pannello (senza password): scegli la scheda Chiave del pannello e premi Crea la chiave. Il pannello crea una chiave temporanea, valida 2 ore e tenuta solo in memoria, e ti mostra un comando da incollare nel terminale del vecchio server, come l'utente con cui ti colleghi (di solito root): aggiunge la chiave a ~/.ssh/authorized_keys, senza terminale né inoltri. Alla fine della migrazione, o quando chiudi la sessione, il pannello la toglie da solo; se non ci riesce, la pagina mostra anche il comando per toglierla a mano.
Le credenziali di root danno accesso completo al vecchio server: il pannello le usa solo per i comandi della migrazione (backup, lettura dei file, dump dei database) e ripulisce i propri file temporanei alla fine, anche se la migrazione non riesce o la annulli.
L'impronta del server
Al primo collegamento il pannello non invia ancora nessuna password: legge la chiave del server e ti mostra la sua impronta (per esempio SHA256:…). Confrontala con quella del vecchio server, da una console di cui ti fidi:
ssh-keygen -lf /etc/ssh/ssh_host_ed25519_key.pub
Quando confermi, il pannello si autentica e fissa quell'impronta per tutta la migrazione, sincronizzazione finale compresa: se il server presentasse una chiave diversa (server reinstallato, o qualcuno in mezzo), la connessione viene interrotta.
Cosa succede in base al server
- cPanel come root: «Analizza server» elenca gli account (con domini, spazio e database). Scegli quali portare: per ognuno il pannello esegue
/scripts/pkgacctsul vecchio server, scarica l'archivio, lo cancella dal vecchio server e lo importa come un file di backup completo. Gli amministratori trovano già attiva l'opzione Crea un account del pannello per ogni account cPanel: ogni account cPanel diventa un account del pannello con lo stesso nome utente, la stessa email di contatto e il pacchetto scelto (vedi L'account dell'utente); con i limiti di CloudLinux, ognuno riceve i suoi. - cPanel con l'utente dell'account (senza root): il pannello legge domini e cartelle dall'account (UAPI), trova le credenziali dei database nei
wp-config.phpe copia file e database direttamente. I database senza WordPress chiedono utente e password. - Plesk come root: elenca le sottoscrizioni; per ognuna usa
plesk bin pleskbackupe importa il backup. Se il backup di Plesk non riesce, copia direttamente file e database della sottoscrizione. Nel passo Cosa importare puoi scegliere il metodo:- Backup di Plesk: completo, con posta, DNS e operazioni pianificate. Plesk scrive prima il backup nella sua cartella (
DUMP_Ddi/etc/psa/psa.conf, per esempio/nfsbackup) e poi lo copia in un unico archivio in/var/tmp: sul vecchio server serve spazio libero pari a circa il doppio della sottoscrizione. L'analisi lo controlla e, se non basta, lo dice con i GB necessari e quelli liberi; il pannello lo ricontrolla subito prima di ogni backup, così la migrazione non si ferma a metà. - Copia diretta: i file dei siti e i database uno per uno, senza spazio temporaneo sul vecchio server, con le esclusioni scelte. Posta, DNS e cron non vengono importati.
- Backup di Plesk: completo, con posta, DNS e operazioni pianificate. Plesk scrive prima il backup nella sua cartella (
rsync diretto nella cartella del sito (dalla 0.81, per cPanel, Plesk, CWP e Linux, quando il vecchio server ha rsync): i file vanno dal vecchio server direttamente nella cartella di ogni sito, senza archivio, estrazione o copia intermedia. Sul nuovo server serve solo lo spazio dei siti (più quello dei dump dei database), un trasferimento interrotto riprende da dove si era fermato e la barra mostra i byte reali. I database vengono copiati uno per uno; posta, DNS e cron non vengono importati. È il metodo consigliato per i siti grandi. rsync viaggia sulla connessione SSH del pannello, con la stessa impronta del server e le stesse credenziali, che non vengono mai scritte su disco.
- CWP (Control Web Panel) come root: elenca gli account di CWP con dominio principale, domini aggiuntivi, sottodomini, spazio e database. Per ogni account scelto il pannello prepara sul vecchio server un pacchetto completo nel formato di un backup cPanel: la home con i siti, i database con i loro utenti (e la password cifrata, per mantenerla a scelta), le caselle di posta con tutti i messaggi e la password originale, gli inoltri, i cron e la versione PHP di ogni dominio. Lo scarica, lo cancella dal vecchio server e lo importa come da cPanel, compresa l'opzione per creare un account del pannello per ogni account CWP. Se la versione PHP di un dominio qui non è installata, il sito prende la più vicina e il riepilogo lo dice.
- Linux qualsiasi o DirectAdmin: il pannello propone le cartelle che sembrano siti (
public_html,/var/www/…) con la dimensione; scegli quelle da portare e indica il dominio di ciascuna (puoi anche aggiungere una cartella a mano). I database vengono trovati daiwp-config.php, da~/.my.cnfo con l'accesso root; per gli altri inserisci utente e password.
La copia diretta usa tar per i file e mysqldump per i database, dentro la connessione SSH: sul vecchio server non serve installare nulla. Le password dei database viaggiano solo in un file temporaneo privato nella home dell'utente, cancellato subito dopo, mai sulla riga di comando. I collegamenti simbolici non vengono copiati (per sicurezza) e il report ne indica il numero.
Account attivi e sospesi
Nella scelta degli account (cPanel e Plesk come root) ognuno mostra il suo stato sul vecchio server: Attivo (verde), Sospeso (arancione, con il motivo indicato dal vecchio pannello se c'è) o Disabilitato (rosso). Gli account sospesi non sono selezionati all'inizio; con «Mostra solo attivi» li nascondi. Se ne scegli qualcuno, l'opzione «Importa sospesi come sospesi» (attiva di norma) importa i loro siti già sospesi: mostrano la pagina «sito sospeso» finché non li riattivi dalla pagina del sito. Togli la spunta per importarli attivi. Il riepilogo della migrazione ricorda quali account erano sospesi.
Spazio su disco: la migrazione parte solo se c'è posto
Mentre scegli cosa importare, una barra mostra per ogni disco di questo server lo spazio occupato, quello che servirà e la riserva (il 10% del disco, che resta sempre libero: un disco pieno ferma database, posta e pannello). La stima è prudente: durante l'importazione servono circa 2,2 volte i dati (l'archivio e la sua estrazione nell'area temporanea, più i dati nella loro posizione finale); se siti, database, posta e area temporanea stanno su dischi diversi, il conto è fatto disco per disco.
Se lo spazio non basta, «Avvia importazione» resta bloccato e il pannello dice su quale disco e quanto manca. Puoi togliere qualche account dalla selezione, liberare spazio o aggiungere un disco da Server › Dischi. Lo spazio viene ricontrollato un attimo prima di partire e ogni pochi secondi durante il trasferimento: se scende sotto la riserva, la migrazione si ferma in modo pulito (i file temporanei vengono rimossi e il riepilogo indica cosa era già stato creato). Il controllo vale per tutti, amministratore compreso, e non si può saltare.
File pericolosi nella cartella pubblica
L'analisi segnala i file che chiunque può scaricare dalla cartella principale dei siti: dump di database (.sql, .mysql), archivi e backup (.zip, .tar.gz, .bak) e i file .env con password e chiavi. Dump e archivi non vengono copiati (scelta Escludi dump e archivi di Copia dei file, attiva di partenza); cancellali anche dal vecchio server.
Avanzamento e report
Il tempo che manca compare solo quando il pannello ha misurato la velocità reale del trasferimento (dopo circa 30 secondi); prima, durante il backup sul vecchio server, non viene mostrato. Le fasi che seguono sono stimate sulla dimensione dei dati.
Dopo la scelta di cosa importare (rinomina dei domini, database, versione PHP, cron) parte l'operazione con le fasi: connessione, analisi, backup sul server di origine, trasferimento (con dati trasferiti, velocità e tempo stimato), estrazione, siti, file, database, configurazioni, cron, verifiche e pulizia sul server di origine. Prima di iniziare il pannello controlla lo spazio libero (serve circa il doppio della dimensione stimata) e i limiti del pacchetto. Il limite di banda del modulo di connessione evita di saturare il vecchio server.
Il report finale è quello della migrazione da file (siti, password dei database mostrate una volta, note) più i Prossimi passi. La migrazione resta poi consultabile nella sua pagina di dettaglio (vedi Migrazione da cPanel e Plesk), che conserva anche lo storico delle sincronizzazioni finali.
Il cambio dei DNS, passo per passo
- Abbassa il TTL: dove sono gestiti oggi i DNS, porta il TTL dei record dei domini a 300 secondi almeno un giorno prima.
- Sincronizzazione finale: subito prima del cambio premi Sincronizzazione finale (nel report o nell'elenco «Migrazioni via SSH» della pagina Migrazione). Inserisci di nuovo la password o la chiave: il pannello confronta i file del vecchio server con quelli migrati (dimensione e data di modifica), copia solo quelli cambiati e reimporta i database. I file cancellati sul vecchio server non vengono cancellati qui, e i file di configurazione riscritti (
wp-config.php,.env,configuration.php) restano quelli nuovi. È disponibile per 7 giorni dopo la migrazione. - Punta i domini a questo server: se hai collegato un provider DNS (vedi DNS) apri il sito e usa Punta al server, che ti mostra cosa cambia prima di applicarlo; altrimenti aggiorna i record A dal tuo provider. Il cambio non è mai automatico.
- Tieni il vecchio server finché i siti non rispondono bene da qui e la posta non arriva qui (con il servizio di posta attivo le caselle di cPanel come root arrivano con i messaggi e la password originale, quelle di Plesk come root vengono create; con l'utente dell'account o da un Linux generico ricreale). Per ricevere la posta qui pubblica MX, SPF e DKIM con Configura DNS posta (vedi Posta).
Chi può farlo
- Amministratori: qualsiasi server (anche indirizzi privati o locali) e qualsiasi account di destinazione.
- Rivenditori: server raggiungibili su Internet, importazione nei propri account; possono usare anche root su cPanel o Plesk.
- Utenti: server raggiungibili su Internet, importazione nel proprio account entro i limiti del pacchetto, e solo la copia diretta di file e database (niente
pkgacct/pleskbackup, che portano interi account con strumenti di root).
La sessione di migrazione appartiene a chi l'ha aperta: nessun altro, nemmeno un amministratore, può usarla. I tentativi di connessione sono limitati (10 ogni 10 minuti per persona) e ogni collegamento finisce nel registro attività con utente, server e impronta, mai con le credenziali.
Limiti
- La posta viene migrata solo con il servizio di posta attivo e da cPanel, Plesk o CWP come root; con l'utente dell'account o da un Linux generico le caselle vanno ricreate. I cron arrivano in pausa da rivedere.
- La sincronizzazione finale porta file e database, non la posta: i messaggi arrivati sul vecchio server dopo la migrazione restano lì. Cambia l'MX subito dopo la sincronizzazione finale.
- Serve una shell POSIX sul vecchio server (bash, dash, sh) e, per la copia diretta,
tar,findemysqldumpGNU/MySQL. - Non è supportato l'accesso tramite
sudo: usa root o l'utente dell'account.