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Verifica, ripresa e passaggio

Dalla 0.83 ogni migrazione, da file di backup o via SSH, finisce con una verifica dei siti e si completa con un solo pulsante. Se si ferma, riparte da dove era arrivata. Tutto è nella pagina della migrazione: Migrazione › la migrazione nell'elenco.

Prima di copiare: i rischi

Nel passo in cui scegli cosa importare, il pannello elenca per ogni sito i rischi che ha già visto, senza bloccare l'avvio:

  • versione PHP che qui non c'è (e quale verrà usata);
  • file cifrati con ionCube, SourceGuardian o Zend Guard, ed estensioni PHP richieste;
  • regole .htaccess che nginx non legge (con la proposta di attivare la compatibilità Apache);
  • percorsi del vecchio server nei file di configurazione e nei cron;
  • database molto grandi o con tabelle MyISAM.

La verifica: il semaforo

Alla fine dell'import il pannello controlla da solo ogni sito e gli dà un semaforo: Funziona, Da controllare o Non funziona. Funziona anche prima di cambiare i DNS, perché chiede le pagine direttamente ai due server.

  • La home e fino a 10 pagine (dalla sitemap o dai link) vengono chieste al vecchio e al nuovo server e confrontate: codice di risposta, titolo e testo.
  • Le risorse della home che qui non si trovano, quelle che puntano ancora al vecchio dominio e quelle caricate in http:// su un sito https.
  • Gli errori di PHP e di nginx comparsi durante la verifica.
  • WordPress: la pagina di accesso risponde e il sito si collega al database.
  • I percorsi del vecchio server rimasti nella configurazione e nei cron, e i record MX della posta da cambiare.

Clicca un sito per vedere i controlli e le pagine confrontate. Ricontrolla rifà la verifica quando vuoi.

Completa il passaggio

Completa il passaggio fa in fila quello che resta per chiudere la migrazione. Puoi farlo subito o fissarlo a un orario, per esempio la notte:

  1. Sincronizzazione finale (migrazioni via SSH): file cambiati e cancellati, database e posta arrivata nel frattempo.
  2. Verifica dei siti: un sito che qui non funziona resta sul vecchio server e i suoi DNS non vengono toccati.
  3. Cambio dei DNS: automatico dove il pannello gestisce la zona (il DNS di questo server o una connessione DNS); altrimenti il pannello ti dice a quale indirizzo puntare i record.
  4. Certificati SSL: chiesti appena i nomi puntano qui. Se i DNS non sono ancora arrivati, il pannello riprova da solo per 48 ore.
  5. Cron: quelli importati in pausa diventano attivi.

Con un orario fissato le credenziali del vecchio server restano solo in memoria fino a quel momento: se il pannello si riavvia prima, il passaggio viene annullato e va avviato di nuovo.

Sincronizzazione finale più sicura

  • I file cancellati sul vecchio server vengono tolti anche qui, ma solo quelli arrivati con la migrazione: un file creato o modificato qui dopo resta.
  • Durante l'ultima copia dei database i siti WordPress del vecchio server mostrano per qualche minuto «In manutenzione», così nessun ordine o commento va perso. Poi tornano com'erano.
  • I messaggi arrivati nelle caselle del vecchio server dopo la migrazione vengono copiati nelle caselle di qui (cPanel e Plesk).
  • Le due opzioni si possono togliere nella finestra della sincronizzazione.

Se la migrazione è stata fatta con la chiave del pannello, la chiave resta sul vecchio server per i 7 giorni della sincronizzazione finale e non serve inserire di nuovo la password. Viene tolta quando elimini la migrazione o quando finiscono i 7 giorni. Se il pannello si riavvia nel frattempo, la pagina mostra il comando per toglierla a mano.

Se la migrazione si ferma: Riprendi

Una migrazione via SSH interrotta (errore, connessione caduta, riavvio del pannello, annullata) non riparte da capo: Riprendi la migrazione salta gli account già scaricati ed estratti, e quello che era già stato importato viene aggiornato, senza database o cron doppi. Le credenziali restano in memoria per 24 ore; dopo, o dopo un riavvio del pannello, vengono chieste di nuovo. I file per la ripresa restano sul server per 3 giorni, oppure finché scegli Non riprendere.

Se la migrazione è finita ma qualche account o sito non è riuscito, Riprova i non riusciti migra solo quelli.

Una migrazione non ha più un limite di durata: si ferma solo se resta 30 minuti senza avanzare. Le migrazioni hanno una coda propria, quindi backup e aggiornamenti non aspettano che finiscano.

Il metodo ibrido (cPanel)

Migrando da cPanel come root, quando il vecchio server ha rsync, il metodo consigliato è Ibrido: il backup di cPanel porta configurazione, database, cron, DNS e inoltri, mentre i file dei siti e la posta arrivano con rsync. Si porta tutto come con il backup completo, ma:

  • il vecchio server non deve fare spazio per l'archivio dei file;
  • se la connessione cade, la copia riprende da dove era arrivata;
  • la sincronizzazione finale è più veloce.

Più veloce

  • Mentre un account viene scaricato, il vecchio server prepara già il backup del successivo e qui si estrae il precedente.
  • I database vengono importati tre alla volta.
  • L'avanzamento mostra byte e tempo stimato anche per database e caselle.

Caricamento dal browser

Il file di backup viene caricato a pezzi. Se la connessione cade, il caricamento riparte da solo dal punto in cui era. Se chiudi la pagina, il caricamento resta nell'elenco con Riprendi il caricamento: scegli di nuovo lo stesso file e continua da dove era arrivato. Non c'è più il limite di 10 GB per file.

Avviso a fine migrazione

Alla fine di ogni migrazione e di ogni passaggio, gli amministratori ricevono un'email con il risultato e il semaforo dei siti. Si attiva e disattiva in Email di sistema, alla voce Migrazione finita.