DNS e provider
Il pannello può gestire il DNS dei tuoi domini quando si trova presso Cloudflare o 1PrimeCDN: vedi i record, li modifichi, e con un clic fai puntare un sito a questo server.
Collegare Cloudflare
Serve un token API con i permessi minimi. Su Cloudflare:
- Apri dash.cloudflare.com › My Profile › API Tokens e premi Create Token.
- Scegli il modello Edit zone DNS (oppure Custom token).
- Imposta due permessi: Zone · Zone · Read e Zone · DNS · Edit.
- In Zone Resources scegli Include › All zones oppure solo le zone che vuoi gestire.
- Crea il token e copialo (Cloudflare lo mostra una volta sola).
Nel pannello apri DNS, premi Collega Cloudflare, incolla il token e premi Verifica e collega: il pannello controlla subito che funzioni (elenca le tue zone) e lo conserva cifrato sul server. Non usare la «Global API Key»: il token con due permessi è più sicuro e si revoca in un attimo.
Collegare 1PrimeCDN
Premi Collega 1PrimeCDN e incolla la chiave API del tuo account. Se 1PrimeCDN non ha ancora pubblicato l'API DNS, il collegamento viene salvato con lo stato In attesa dell'API di 1PrimeCDN: quando sarà disponibile premi Verifica e le zone compariranno.
Chi vede cosa
Ogni account collega i propri provider e vede solo i propri collegamenti. Quelli creati da un amministratore valgono per tutti i siti degli amministratori. Puoi modificare i record solo nelle zone che contengono uno dei tuoi siti.
I record
Da DNS premi Gestisci i record accanto a una zona: trovi la tabella dei record con filtro per tipo e ricerca. Puoi aggiungere, modificare ed eliminare record A, AAAA, CNAME, MX, TXT, SRV, CAA e NS, scegliere il TTL (Auto = deciso da Cloudflare) e, per A/AAAA/CNAME, il passaggio dalla CDN (la nuvola arancione di Cloudflare, «Passa dalla CDN» di 1PrimeCDN). Il pannello controlla i valori prima di inviarli (un A vuole un IPv4, un MX un nome host…).
Esporta scarica la zona in formato BIND; Importa accetta un file di zona, mostra prima cosa verrebbe aggiunto e salta i record già presenti.
Punta al server
Apri il sito e la scheda DNS: vedi dove puntano il dominio e il www e se portano a questo server. Se non è così premi Punta al server: il pannello mostra l'elenco delle modifiche (record A/AAAA impostati sull'indirizzo del server, record vecchi o in conflitto rimossi) e le applica solo quando confermi. Gli altri record (posta, verifiche) non vengono toccati.
Il passaggio dalla CDN resta spento per impostazione: Let's Encrypt verifica il dominio via HTTP e con il proxy la verifica può non riuscire. Attivalo dopo aver attivato HTTPS.
Verifica mostra cosa rispondono ora i DNS pubblici di Cloudflare (1.1.1.1) e Google (8.8.8.8): dopo una modifica possono servire da pochi secondi a qualche ora, secondo il TTL.
HTTPS e DNS
Quando premi Attiva certificato gratuito, il pannello controlla prima che il dominio punti al server. Se non è così e il DNS è su un provider collegato, propone Correggi DNS e attiva HTTPS. Se il dominio passa dal proxy di Cloudflare puoi scegliere se toglierlo durante l'attivazione o mantenerlo: di solito Cloudflare lascia passare la verifica di Let's Encrypt (/.well-known/acme-challenge/), ma con regole di sicurezza particolari («Always Use HTTPS» su HTTP, firewall, «Under Attack») può bloccarla.
Indirizzo del server (amministratori)
In fondo alla pagina DNS l'amministratore vede e può impostare l'indirizzo pubblico IPv4/IPv6 del server. Se non lo imposta, il pannello usa server.public_ip della configurazione oppure gli indirizzi pubblici trovati sulle interfacce di rete.